Approccio Cognitivo-Comportamentale

  • Data: Ottobre 2016
  • Categoria: Approfondimenti

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L’approccio cognitivo-comportamentale (o Terapia Cognitivo-Comportamentale – TCC) è una forma di Trattamento Psicologico ormai molto diffusa, anche in Italia.


Il suo successo deriva da queste semplici ma essenziali caratteristiche:

  • E’ scientificamente fondata: è stato dimostrato, attraverso studi controllati, che i metodi cognitivo- comportamentali costituiscono una terapia efficace per numerosi problematiche di tipo clinico (ansia, depressione, disturbi alimentari, ecc.).
  • E’ orientata allo scopo: Rispetto a molti altri tipi di trattamento la TCC è orientata verso uno specifico obiettivo. Il terapeuta, l’esperto della mente, lavora assieme al paziente, l’esperto della propria mente, per il raggiungimento di un obiettivo. Il trattamento comincia con la formulazione di una diagnosi, e di accordo con il paziente passa attraverso step risolutivi.
  • E’ pratica e concreta: lo scopo della terapia si basa sulla risoluzione di problemi psicologici concreti: la riduzione dei sintomi depressivi, l’eliminazione degli attacchi di panico, la riduzione o l’eliminazione di pensieri automatici ricorrenti, ecc.
  • E’ centrata sul qui ed ora: questo tipo di terapia si preoccupa di attivare tutte le risorse del paziente e di suggerire valide strategie che possano essere utili a liberarlo dal problema che, spesso, lo imprigiona da tempo. La TCC mira a spiegare al paziente come uscire dalla trappola, piuttosto che spiegargli come ci è entrato.
  • E’ attiva: sia il paziente che il terapeuta giocano un ruolo attivo nella terapia. Il terapeuta spiega al paziente ciò che si conosce dei suoi problemi e delle possibili soluzioni, il paziente, lavora al di fuori della seduta terapeutica per mettere in pratica le strategie apprese. Nella TCC sono molto importanti i cosiddetti “homework” o compiti a casa perché la terapia occupa solo un’ora alla settimana. Se i pazienti svolgono i loro compiti a casa, aumentano le ore di terapia settimanali (terapia in studio + autoterapia), allenano la mente alle nuove modalità di ragionamento e si accorciano i tempi della terapia stessa.
  • E’ a breve termine: paziente e terapeuta lavorano assieme per capire e sviluppare strategie che possano indirizzare alla risoluzioni dei problemi. La TCC è una terapia breve, basata sulla collaborazione tra paziente e terapeuta. La durata della terapia varia di solito dai sei ai dodici mesi, a seconda del caso, con frequenza il più delle volte, settimanale. La durata della terapia viene spesso concordata col paziente stesso nella fase iniziale.

Qual è l’obiettivo della TCC?


La psicoterapia Cognitivo Comportamentale pone, quindi, molta attenzione sia ai processi di pensiero, che a strategie comportamentali volte ad aumentare l’autoefficacia del paziente nella vita quotidiana. Tra i principali obiettivi dello psicologo cognitivo comportamentale troviamo:
  • aiutare le persone ad identificare i pensieri che rendono difficile raggiungere i propri obiettivi ed a valutare quanto essi siano più o meno realistici
  • agire sui comportamenti che mantengono il problema
  • sviluppare o incrementare le capacità di fronteggiare determinate situazioni (strategie di coping).

Quanto è efficace la TCC?


L’efficacia della psicoterapia Cognitivo-Comportamentale dipende da vari fattori soggettivi, come la convinzione e la motivazione della persona che ha deciso di intraprendere un percorso psicologico specifico, la pervasività degli schemi disfunzionali che sono all’origine della problematica psicopatologica e l’utilizzo di alcune capacità cognitive di base che possono facilitare e velocizzare il cambiamento.

Tratto da: www.apc.it/metodi-e-ricerca/la-terapia-cognitivo-comportamentale

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